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ACCORDI BILATERALI: LAVORARE IN SVIZZERA, LAVORARE IN ITALIA
Andare... e venire
INTRODUZIONEL'entrata in vigore degli accordi bilaterali, ed in particolare di quello relativo alla libera circolazione delle persone, segnerà un cambiamento epocale nella gestione del mercato del lavoro svizzero. Si passerà, infatti, da una gestione preventiva (contingentamento della manodopera a dipendenza delle necessità e imposizione di minimi salariali) ad una gestione conseguente (osservazione dell'evoluzione del mercato e rilevamento di eventuali abusi con interventi correttivi). Cambieranno e si semplificheranno così parecchie cose per chi vorrà lavorare in Svizzera. Ma anche l'immenso mercato comunitario si aprirà agli svizzeri, che già nel 2003 potranno lavorare o Milano, Monaco, Parigi, o in qualsiasi altra città d'Europa, dove i loro diplomi saranno riconosciuti. Soprattutto per i giovani ciò significherà poter cogliere maggiori opportunità professionali e culturali. Anche se la libera circolazione delle persone introdurrà facilitazioni amministrative tra la Svizzera e I'UE, la frontiera continuerà ad esistere e perciò i controlli doganali d'identità e delle merci saranno mantenuti. Anche l'IVA sarà mantenuta e I'Euro (la nuova moneta comunitaria) non sarà adottata in Svizzera. Le tasse non sono contemplate negli accordi cosicché i frontalieri - per esempio - continueranno o pagare le imposte alla fonte, mentre i sistemi fiscali italiano e dei cantoni svizzeri non subiranno modifiche. Ogni paese conserverà, infine, la propria regolamentazione in materia di diritto del lavoro, di diritto di soggiorno e di ordinamento sociale. Tuttavia i vari sistemi saranno coordinati. Dunque, quella che ci attende, dal punto di vista sindacale, è certamente una sfida decisiva per continuare o garantire livelli salariali, condizioni di lavoro dignitose e tutela previdenziale, se vogliamo che l'apertura all'Europa non si trasformi in un'operazione gratificante per l'imprenditoria e penalizzante per lavoratrici e lavoratori. Diventa quindi essenziale l'intensificazione della collaborazione sindacale transfrontaliera. Una cooperazione che non è certo una novità per SEI e CGIL che da anni collaborano già o diversi livelli, offrendo in comune servizi, strutture e reciprocità di trattamento ai rispettivi associati. Con quest'opuscolo SEI e CGIL vogliono offrire un ulteriore contributo informativo, pratico e conciso, utile per le lavoratrici e i lavoratori che intendono operare o cavallo della frontiera o all'interno di Svizzera e Italia. Pertanto si è cercato di evidenziare le differenze tra i due paesi. Là dove non è stata fatta una distinzione significa che le disposizioni non si differenziano. Con questa pubblicazione intendiamo aggiungere un ulteriore servizio a quelli già offerti alle lavoratrici e ai lavoratori, rendendoli attenti che le strutture del SEI e della CGIL sono sempre disponibili per chiarire qualsiasi ulteriore questione.
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INDICE
La libera circolazione delle persone
Cronologia – periodo transitorio
Diritto di soggiorno – rilascio del permesso
Mobilità professionale e geografica